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Periodico online no-profit di Angela Costa, Enrico Rasero e Patrizia Moretti

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Posted by Freemilano su 28 gennaio 2011

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Feste scintillanti in compagnia del Prosecco Mionetto

Posted by Freemilano su 29 novembre 2021

#Festività scintillanti in compagnia del #Prosecco #Mionetto #Valdobbiadene #DOCG

Mionetto, in occasione delle prossime festività , propone l’eleganza di Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extra Dry Prestige Collection, una referenza iconica della Cantina, perfetto simbolo di convivialità.

Un Natale scintillante in compagnia di Mionetto

Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extra Dry della linea Prestige Collection diventa protagonista delle tavole italiane per il Natale 2021

Valdobbiadene, 19 novembre 2021 – Mionetto, in occasione del Natale 2021, propone l’eleganza di Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extra Dry Prestige Collection, il cui perlage sottile e persistente darà un tocco glamour alle festività natalizie. La storica cantina di Valdobbiadene, da sempre interprete privilegiata dello stile di vita italiano, sceglie di impreziosire il periodo dicembrino con questa referenza iconica, perfetto simbolo di convivialità.

Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extra Dry si distingue per le sue raffinate uve provenienti dalle zone collinari dell’area del Prosecco Superiore DOCG che lo rendono uno spumante dai profumi e sapori peculiari di mela acerba, fiori d’acacia e glicine a maturazione. Un vino estremamente versatile che si esalta dapprima come aperitivo, poi con crostacei bolliti, cotti al vapore o al forno, scampi e sogliole, ideale quindi per accompagnare le pietanze tipiche delle feste.

Contemporaneità e ricercatezza sono le caratteristiche che rendono unica Prestige Collection, recentemente presentata in una veste rinnovata. Le forme della bottiglia Collio, che storicamente rappresenta il Prosecco, sono state snellite da un leggero tocco di altezza regalandole un carattere moderno. I materiali micro-texturizzati e le lamine lucenti donano al packaging grande appeal. Inoltre l’inconfondibile stile di Prestige Collection è sottolineato da due segni distintivi del DNA Mionetto: l’obliquità intesa come spontaneità, dinamismo e modernità e un tocco di colore “Orange Mionetto” sulla classica etichetta gialla a rappresentare la passione e la vivacità di un Brand di successo nel mondo come confermato anche nel 2020 secondo il ranking della banca dati internazionale IWSR che ha definito Mionetto “Best-selling international Prosecco brand”*.

Mionetto-Prestige-2020-Valdobbiadene-DOCGIl design raffinato della bottiglia, la matericità preziosa e il colore oro di queste bollicine, rendono Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extra Dry Prestige Collection perfetto per i brindisi di Natale e di fine anno, scelta ideale per trascorrere le festività all’insegna del buon umore e del buon gusto, con un tocco davvero chic.

*Definition International Brand: Sell in 30+ countries, which must include US, minimum 3 of the following European countries: UK, France, Germany, Spain, Italy, Sweden, Netherlands, Greece, Poland, and minimum 2 countries from any two of the following regions: APAC, Rest of Americas, CIS, Rest of World, Travel Retail

Scheda Prodotto:

Zona Viticola: Colline dell’area del Prosecco Superiore DOCG di Valdobbiadene

Vitigno: Glera

Vinificazione: Spumante ottenuto dalla vinificazione in bianco con pressatura soffice delle uve, a cui segue la spumantizzazione con metodo Charmat

Gradazione alcolica: 11% Vol.

Acidità totale: 5.5-6.5 g/l

Zuccheri: 14-17 g/l

Temperatura di servizio: ottima 6°-8°C

Prezzo consigliato: prezzo medio a scaffale 8,90€

Mionetto S.p.A.

Mionetto nasce nel 1887 dall’amore e dalla passione per la terra e per il lavoro in cantina del mastro vinificatore Francesco Mionetto, capostipite della famiglia. Immersa nelle colline di Valdobbiadene, culla del Prosecco, Mionetto ha saputo in 131 anni di storia farsi interprete del territorio d’origine e divenire una delle aziende produttrici di vini e Prosecco più rappresentative nel panorama internazionale.

Dai primi anni della sua fondazione, la Cantina si è caratterizzata sia per l’impronta moderna e innovativa, sia per la capacità di anticipare le tendenze mantenendo lo stretto legame con la cultura del territorio natio, che ancora oggi la contraddistingue nel mondo delle bollicine e ne fa sinonimo di Prosecco. Il lavoro degli enologi in Mionetto non è dedicato solo alla produzione di un vino di qualità elevata, ma anche a mantenere un’efficace collaborazione con i conferitori locali che storicamente forniscono l’uva da intere generazioni. E’ in queste storiche relazioni che Mionetto ha saputo garantire un eccellente livello qualitativo delle uve acquistate e dedicate al processo interno di vinificazione.

Nel 1982, Mionetto ha introdotto la fermentazione in autoclave con metodo Charmat, che consente una migliore conservazione dei sapori e profumi del Prosecco. Inoltre, è stata una delle prime cantine della denominazione ad esportare il Prosecco, dalla Germania agli Stati Uniti dove dal 1998 ha sede Mionetto USA Inc.

La totale acquisizione della cantina nel 2008 da parte del Gruppo tedesco Henkell& CO. Sektkellerei KG con sede a Wiesbaden, uno dei maggiori produttori europei di bollicine, ha portato grandi opportunità di crescita, sia in termini di mercato, sia da un punto di vista interno, organizzativo e gestionale. Alla guida di MionettoSpA un Management Board composto da Alessio Del Savio (Consigliere Delegato, Direttore Tecnico ed Enologo), Paolo Bogoni (Chief Marketing Officer), Robert Ebner (Chief Sales Officer) e Marco Tomasin (Chief Financial Officer).

Per ulteriori informazioni: www.mionetto.com

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aperitivo gratuito con musica dal vivo per conoscere il mondo del vino, da Classico Trattoria & Cocktail a Milano

Posted by Freemilano su 22 novembre 2021

18 novembre aperitivo totalmente gratuito con musica dal vivo per conoscere il mondo del #vino, da #Classico Trattoria&Cocktail a #Milano, con #vini #CastelloBonomi l’unico château della #Franciacorta

CLASSICO

Il 18 novembre aperitivo totalmente gratuito con musica dal vivo per conoscere il mondo del vino, fino al 2 dicembre 

Tutti i giovedì ogni due settimane (il 18 novembre e il 2 dicembre e dopo le festività) Classico Trattoria&Cocktails di via Toqueville apre il suo giardino interno tra piante e una grande attenzione al green con delle serate con degustazione di vino gratuite, pianobar e musica dal vivo ogni due settimane. Ogni serata si presenterà una cantina diversa, spesso con piccole realtà di nicchia, e si potrà conoscere e degustare il vino insieme al produttore o al vignaiolo.

Per prenotarsi basta mandare una mail a info o chiamare allo 02/84927861 mentre ogni venerdì sera continuano le serate con cena e musica dal vivo e sabato sera con dj set.

La prossima serata, il prossimo 18 novembre si degusterà Castello Bonomi l’unico château della Franciacorta: sorge alle pendici del Monte Orfano, in uno spettacolare anfiteatro naturale nel comune di Coccaglio. Circondati da un parco secolare, i 24 ettari di splendidi vigneti si sviluppano a gradoni fino a raggiungere i 275 m s.l.m. e sono ancora recintati da un muro a secco risalente a metà Ottocento. La tenuta Castello Bonomi prende il nome dall’originale edificio liberty progettato alla fine del XIX secolo dall’architetto bresciano Antonio Tagliaferri, su commissione della famiglia del rivoluzionario Andrea Tonelli, noto carbonaro e precursore del Risorgimento, citato nei famosi testi di Piero Maroncelli e Silvio Pellico, che conobbe il carcere, nella Fortezza di Spielberg. In tempi più recenti l’azienda fu acquistata dall’ingegner Bonomi, ancora oggi proprietario del castello, che negli anni Novanta diede avvio al recupero dei vigneti terrazzati esistenti.

Dal 2008 la tenuta è gestita dalla famiglia Paladin, che prosegue con coerenza quanto avviato dai predecessori.

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Classico trattoria&cocktail

Insieme a Classico trattoria & cocktail in via Marcona 6, Classico di via Toqueville è il ristorante storico della famiglia Murray, dal 2009 incentrato sul tema dell’healthy, del salutare e alla selezione di materie prime biologiche certificate, tanto da far parte, grazie alle numerose denominazioni selezionate, al circuito Slow Food. Si occupano anche della ristorazione interna del club Virgin Active. Nella sfavillante Corso Como è attorniato da piante e si caratterizza da piatti che mettono le materie prime al centro della carta, con una forte impronta mediterranea. Il design è stato curato da Stefania Passera di Napatelier: pezzi vintage sapientemente accostati a nuove produzioni, firmate da designer, noti ed emergenti, da lei scoperti. L’ambiente è fortemente caratterizzato da carte da parati, tessuti e imbottiti, espressione della cultura tessile e elementi complementari che conferiscono armonia ed esaltano, allo stesso tempo, opere, arredi funzionali ed elementi decorativi, creando un’ambientazione unica e di grande fascino.

I piatti di Classico Bio

Classico è il legame profondo con il territorio e le materie prime italiane, proposte attraverso una cucina capace di valorizzare i sapori e le sfumature di ogni singolo ingrediente. Classico è la visione contemporanea della trattoria italiana, luogo conviviale dove ritrovarsi di fronte a un buon piatto e sentirsi come a casa, con una forte attenzione verso il benessere.

Tre i menu degustazione: dalla Milano da bere di “Milano, ieri, oggi e domani” con proposte classiche come “omaggio a Milano” con i mondeghili e maionese di zafferano, il riso carnaroli al salto con pistilli di zafferano, jus di vitello e fonduta al parmigiano 36 mesi e ancora la costelletta di vitello alla milanese con maionese al pecorino; al menu “Classico”, sicuramente il più attento all’healthy con proposte come il salmone marinato in tartare, il branzino alla plancia e il prosciutto della selezione d’Osvaldo con bufala DOP o manzo irlandese alla brace; infine il menu “Trattoria” con i paccheri di Gragnano Gerardo di Nola con gamberi, capperi e olive o dall’orto alla tavola, con uovo 62 gradi e ortaggi biologici in base al raccolto.

La famiglia Murray. Veterani nel settore della ristorazione e con un background legato all’organizzazione di grandi eventi, i fratelli Lorenzo e Orlando Murray sono attivi nel settore dal 2009, con la gestione della ristorazione del club Virgin Active di via Tocqueville. Grazie a Expo2015 e all’ingresso in squadra di Viola Simoncelli, prende vita il concept di Classico, che con ricette semplici realizzate con ingredienti selezionati e bilanciati, puntano sul biologico e il naturale.

Classico

Via Alessio di Torqueville 9

20154 Milano

+390284927861

info@classicobio.com

Orari di apertura:

Lun- Gio 07:30- 24:00

Ven 07:30-3:00

Sab 08:30- 3:00

Dom 08:30- 24:00

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Sicilia JAZZ: a Caltanissetta l’11 novembre

Posted by Freemilano su 10 novembre 2021

#Sicilia #JAZZ: Omar Sosa & Ernesttico Duo con B-Black a #Caltanissetta l’11 novembre

Testo alternativo

STAGIONI DEL CIRCUITO JAZZISTICO SICILIANO

Ottobre 2021 – Maggio 2022

Direzione artistica: Pompeo Benincasa

Giovedì 11 novembre 2021 – Ore 21:00

B-BLACK

Omar Sosa & Ernesttico DUO

Omar Sosa – pianoforte, tastiere

Ernesttico – percussioni

Centro Culturale Polivalente “Michele Abbate”

Via Sant’Averna, 234 – Caltanissetta

Un evento organizzato da Catania Jazz e Musicarte

Ingresso: € 5,00 (gratuito x abbonati)

Testo alternativo

Nell’ambito del Circuito Jazzistico Siciliano, approda a Caltanissetta un duo di eccezione, quello formato dal pianista Omar Sosa e dal percussionista Ernesttico. Giovedì 11 novembre alle ore 21 presso il Centro Culturale Michele Abbate, i musicisti daranno vista al progetto B-Black, in cui il vocabolario musicale comune che deriva direttamente dalle loro radici afro-cubane si abbinerà al comune interesse di accrescere le sonorità tradizionali con strumenti elettronici e suoni campionati. Entrambi gli artisti inoltre prediligono un approccio alla musica che enfatizza l’improvvisazione e la libertà di espressione, divertendosi e deliziando il pubblico con l’interazione spontanea della loro energia e del dialogo musicale.La loro collaborazione è nata nei primi mesi del 2020, con un tour in duo nel Nord Italia, dove Ernesttico risiede. Il concerto, gratuito per chi è abbonato alla stagione musicale del Circuito, prevede altrimenti un ingresso di € 5.

Omar Sosa è uno di quei nomi che non hanno bisogno di molte presentazioni. Il compositore e pianista cubano, classe 1965, nominato sette volte ai Grammy, è uno dei jazzisti più versatili e completi della sua generazione. È stato capace di fondere mirabilmente un’estesa gamma di elementi jazz, di world music e di elettronica con le sue radici afrocubane, riuscendo a creare una sonorità fresca e originale, dal forte sapore latino, ma lasciando sempre grande spazio all’improvvisazione. La carriera di Sosa incarna la mentalità aperta di un artista giramondo (ha vissuto nel nord e nel sud America, a Cuba ed in Spagna) e visionario, che ha lavorato incessantemente per cercare di costruire una visione musicale coerente e personale, davvero cosmopolita. Una ventina di dischi da leader in circa un quarto di secolo di attività professionale parlano da soli. Dentro una così nutrita ed interessante produzione musicale, vi sono ben sei album di piano–solo (l’ultimo,

«Senses», è del 2014) ma anche dei magnifici duetti con il trombettista Paolo Fresu, qualche lavoro orchestrale e il Quartetto Afrocubano, interamente composto da suoi connazionali.

omarsosa.com/

Ernesttico. Ernesto Rodriguez in arte Ernesttico è nato a Cuba. A soli diciannove anni, si laurea come insegnante e musicista e la direzione del Conservatorio gli offre la posizione di docente in percussioni. Grazie all’esperienza maturata in ambito accademico inizia una prestigiosa carriera che lo porta a collaborare con L’Avana.Orquesta Cabaret Tropicana, Emiliano Salvador, Merceditas Valdes, Guillermo Barreto, Frank Emilio,Tata Guines, Gonzalo Rubalcaba, Hilario Duran, Yoruba Andabo, Jane Bunnett, Pello El Afrokan, Sintesis, Paulo FG, Ernan Lopez Nussa. Nel 1995 viene invitato dal cantante Pino Daniele per un tour in Italia, paese dove si stabilisce un anno dopo. A seguire collabora con Jovanotti, Raf, Eros Ramazzotti, Gloria Estefan, Pat Metheny, Eric Marienthal, AlexAcuña, Laura Pausini, Daryl Jones, Giorgia, Noa, Renato Zero, Horacio El Negro Hernandez, Zucchero, per citarne alcuni. Lo stile personale di Ernesttico si caratterizza per la ricerca di nuove forme di linguaggio, sia timbriche che ritmiche, e si basa su una combinazione di percussioni, batteria, sintetizzatori e voce.

www.ernesttico.com

CIRCUITO JAZZISTICO SICILIANO – PROSSIMI CONCERTI

2021

Ana Carla Maza quartet

Palermo 17 novembre – Catania 18 novembre – Caltanissetta 19 novembre

(prima nazionale assoluta )

Kadri Voorand & Mihkal Malgand

Catania 25 novembre – Caltanissetta 26 novembre – Palermo 27 novembre

(esclusiva nazionale )

George Cables & Piero Odorici quartet

Catania 8 dicembre – Palermo 9 dicembre

2022

Cettina Donato & Ninni Bruschetta tentet

Palermo 22 gennaio

Musica Nuda (Magoni e Spinetti)

Palermo 12 febbraio

Eva Fernandez trio

Catania 24 febbraio – Palermo 25 febbraio – Caltanissetta 26 febbraio

(prima nazionale assoluta )

Viyaj Iyer & Linda Oh trio

Catania 10 marzo – Palermo 11 marzo

Johanna Summer

Catania 18 marzo – Palermo 19 marzo – Caltanissetta 20 marzo

(prima nazionale assoluta)

Sissy Castrogiovanni quartet

Catania 24 mar – Palermo 25 – Caltanissetta 26

(prima nazionale assoluta)

Roosevelt Collier

Catania 13 aprile

NOA 30 Anniversary Tour

Caltanissetta 9 maggio – Palermo 10 maggio

Tutti gli abbonamenti e biglietti per i concerti si possono acquistare sui siti www.ctbox.it e www.diyticket.it

Infoline:

PALERMO +39 091 6264702, CALTANISSETTA +39 348 3206302, CATANIA +39 342 326 3336

Sito web ufficiale: https://www.cataniajazz.com/

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Libri: Giallo al Cimitero Maggiore

Posted by Freemilano su 10 novembre 2021

#Libri #Giallo al Cimitero Maggiore

Vi presentiamo l’ultimo noir di Paola Varalli, Giallo al cimitero maggiore, Fratelli Frilli Editori

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Pagg. 208 coll. SuperNoir Bross €14,90 Isbn 9788869435621

Milano, Cimitero Maggiore, all’improvviso tra le tombe iniziano a passeggiare personaggi che dovrebbero risiedere nei loculi. Zombie? Niente affatto, ma ci vuole poco ad Anita Valli per capire che gatta ci cova e scoprire l’ennesima trama gialla. Forse l’agenzia di pompe funebri Legno di Pero ha qualche responsabilità in questa faccenda? Come è possibile che persone morte e sepolte vadano a zonzo per Milano? E chi c’è nella tomba al posto loro? Con l’amica Mirella Bonetti, Anita avvierà una nuova indagine strampalata che porterà le due “squinzie” di via Gallarate ad occuparsi di clochard che spariscono, di sepolture sospette, di baristi gentili e di viaggi in Liguria a bordo del vecchio furgone con cui Anita trasporta mobili restaurati. Il buon amico Marchino, al solito, le aiuterà. Jarod il labrador farà del suo. E si spera che, questa volta, il bel commissario Giorgio Santini non sia costretto a soccorrerle in extremis.

Paola Varalli, originaria della provincia di Varese, quando aveva due anni è approdata a Milano, che considera, dunque, la sua città. Dopo la laurea in Architettura, ha lavorato come grafica e poi come progettista di allestimenti per fiere e mostre, cosa di cui si occupa tuttora. Ama il suo lavoro, adora leggere, e poi… la vela, le passeggiate nei boschi, i cavalli, l’orto, il cioccolato e gli amici sinceri: per fortuna può vantarne una vasta schiera! Quando riesce a rubare tempo alle frenetiche attività a cui si dedica, si rilassa con la “Settimana enigmistica”, di cui apprezza i giochi più stimolanti; ovviamente adora scrivere, lo ha sempre fatto solo per sé, fino a quando, nel 2005, ha deciso di affrontare la stesura di un romanzo e di prendere parte a un concorso letterario, vincendolo. Da allora non la ferma più nessuno. Ha partecipato, vincendo, a concorsi letterari, come “Corpi” lanciato dal mensile “Marea” di Genova e “Milano Noir e Giald” indetto dal Centro Culturale Cox 18. È stata finalista con racconti in diversi concorsi letterari e le sue storie sono pubblicate su molte antologie, tra cui 44 gatti in noir, Tutti i sapori del Noir e I luoghi del noir (Fratelli Frilli Editori) Delitti di lago (Morellini). Quattro volte natale e Odio l’estate (Todaro). Il suo romanzo noir Incroci Obbligati, primo premio al concorso “Delitto d’Autore” 2005 patrocinato da ACSI di Lucca, è stato pubblicato presso la Fratelli Frilli Editori nel novembre del 2017. Con questo noir si è aggiudicata un posto in finale al premio letterario “Garfagnana in giallo 2018” e una menzione a “Giallo Garda” nelle sezioni giallo classico e romanzi editi. Con Oakmond Publishing ha pubblicato Trilogia milanese. Sempre con Fratelli Frilli Editori ha pubblicato nel 2019 L’antiquario del Garegnano (menzione speciale in numerosi concorsi letterari tra cui La quercia del Myr).

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Royal Palace Luxury Suites nel cuore di Torino

Posted by Freemilano su 8 novembre 2021

#RoyalPalaceLuxurySuites nel cuore di #Torino un nuovo #hotel ricco di charme e storia, appartenuto all’ex sindaco

La famiglia Buttatti acquisisce un nuovo hotel 5 stelle: Royal Palace Luxury Suites

Nel cuore di Torino un nuovo hotel ricco di charme e storia, appartenuto all’ex sindaco

La famiglia Butatti, già proprietari e gestori del Grand Hotel Sitea, 5 stelle nel cuore di Torino, dove si trova il ristorante stellato Il Carignano, capitanato dallo chef Fabrizio Tesse, inaugurano per la stagione il nuovo Royal Palace Luxury Suites: solo 6 suites collocato proprio di fronte alla casa madre, il Grand Hotel Sitea.

Un soggiorno di extra lusso, con un maggiordomo a disposizione per soddisfare le richieste degli ospiti delle 6 camere, in una cornice da sogno, Palazzo Luserna Rorengo già di Piossasco di Rivalta, vincolato dalla Soprintendenza delle Belle Arti, soffitti affrescati e arredi d’epoca, offre in esclusiva ai propri ospiti una piccola SPA interna equipaggiata con sauna, doccia emozionale e bagno turco.

All’interno delle suites è possibile usufruire del Room Service del bistrot Carlo & Camillo e su prenotazione è possibile organizzare una cena con show-cooking dello chef Fabrizio Tesse, stella Michelin.

Tutte le camere hanno delle metrature importanti, situate al primo piano nobile del palazzo, dai 49 ai 83 mq, dispongono di balconcini a vista, ristrutturate con pezzi di modernariato, soluzioni creative e soppalchi d’avanguardia, che si integrano con soffitti affrescati e cornici dorate. Le stanze condividono la sala principale della struttura con pavimento originale.

La Storia

Palazzo Luserna Rorengo di Rorà – già Piossasco di Rivalba si trova nel cuore di Torino, in via Cavour 13. Da fonti storiche si sa che a fine Settecento, passa nella proprietà del Marchese Maurizio Luserna Rorengo di Rorà, che lo ricostruisce e lo integra (negli anni 1779 – 1781) su disegno dell’Architetto di corte Benedetto Alfieri, e dei suoi allievi, per fruire di una fastosa abitazione nella città, centro del Regno, in alternativa al palazzo di famiglia a Bene Vagienna (Cn), già degli Oreglia che, a seguito del matrimonio del Marchese Maurizio con Adelaide Oreglia di Novello, prende il nome di “Lucerna di Rorà”.

In generale, l’opera dell’Architetto Benedetto Alfieri, si può leggere come un ripensamento in chiave settecentesca di elementi del barocco guariniano, alla luce del classicismo di Juvarra di cui è successore quale architetto della Corte Sabauda.

Infatti nella Torino di metà secolo, rinnovata a fondo con lusso ed eleganza, in rivalità con la Francia, sotto il regno di un Re, Carlo Emanuele III, amante delle arti, Benedetto Alfieri dispiega nei palazzi nobiliari da lui progettati, il suo grande talento di architetto di corte e squisito decoratore d’interni come testimonia la raccolta di suoi disegni, conservati all’Archivio di Stato di Torino.

Il Palazzo Luserna, in particolare, è realizzato in uno stile sobrio, improntato a semplicità di impianto e nobile grandezza, arricchita da un apparato decorativo di grande raffinatezza, sia per le parti dipinte che per quelle a stucco, con la presenza di meravigliosi pavimenti in legno intarsiato e in seminato a mosaico che si sono ben conservati fino ai nostri giorni, nonostante interventi di restauro realizzati nell’arco di più di due secoli.

Il palazzo fu l’abitazione del Marchese Emanuele Luserna di Rorà, Sindaco di Torino Diventò sindaco di Torino all’inizio del 1862, all’indomani dell’unificazione italiana. Durante il suo mandato Torino perse il ruolo di capitale d’Italia, che fu assegnato a Firenze nel 1864. La notizia provocò accese proteste in piazza San Carlo, davanti alla sede della prefettura, che furono represse nel sangue, con ben 52 morti. Per la città iniziò un periodo difficile, con la perdita non solo di prestigio ma anche di posti di lavoro: solo nel primo anno Torino perse 32.000 dei suoi 224.000 abitanti.

Luserna di Rorà rifiutò l’indennizzo offerto dal governo italiano, dichiarando «Torino non è in vendita» e individuò chiaramente la necessità di trovare alla città una nuova vocazione, fissando le priorità nel miglioramento dei trasporti e delle fonti di energia e nello sviluppo dell’educazione e del turismo. Avviò così un intenso programma di industrializzazione che fu seguito anche dai suoi successori e contribuì a portare Torino all’avanguardia dell’industria italiana. La sua città gli ha intitolato una via nel quartiere Cenisia.

Royal Palace Luxury Suites

Palazzo Luserna Rorengo di Rorà – già Piossasco di Rivalba

Via Cavour 13, Torino

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Fuel for your Soul. Ora anche nel mondo degli spirits

Posted by Freemilano su 8 novembre 2021

#FuelforyourSoul. Nasce il nuovo movimento dove la sostenibilità, ambientale e umana è al centro. Ora anche nel mondo degli #spirits. #Gin

Fuel for your Soul. Nasce il nuovo movimento dove la sostenibilità, ambientale e umana è al centro. Ora anche nel mondo degli spirits.

Paolo Dalla Mora, ceo e founder di gin ENGINE, per innescare un circolo virtuoso anche nella Bar Industry, prende ispirazione dalla filosofia di Food for Soul, l’organizzazione no-profit fondata dallo chef Massimo Bottura e da sua moglie Lara Gilmore

“Fuel for your soul” segna l’inizio di una nuova era per il mondo degli spirits. L’intento di Paolo Dalla Mora, ceo e founder di gin ENGINE, è di prendere ispirazione dalla filosofia di Food for Soul, l’organizzazione no-profit fondata dallo chef Massimo Bottura e da sua moglie Lara Gilmore per contrastare lo spreco alimentare e l’isolamento sociale, dando luce e voce al potenziale di persone, luoghi e cibo.

Sono stati numerosi gli argomenti toccati duranti diretta del 2 novembre, trasmessa dalla pagina Instagram di ENGINE @ginengine (la potete rivedere qui su instagram)

Dalla conversazione sono emersi valori in comune, come l’attenzione alla qualità delle materie prime ma anche la valorizzazione del territorio, la centralità del team, il guardare alla tradizione in chiave critica ma non nostalgica.

Il mondo della ristorazione e quello del bar sono mossi dallo stesso obiettivo: nutrire non solo il corpo ma anche la mente . Perché il cibo è valore, il cibo è bellezza, il cibo è cultura. E i professionisti dell’ospitalità hanno il dovere di trasmettere questo messaggio per poter costruire un futuro migliore.

Esordisce Paolo Dalla Mora: «Siamo partiti solo da due anni come una start up nel

mondo del gin e ora, proprio al nostro secondo compleanno, siamo parte di una

multinazionale, ILLVA Saronno Holding, che ha acquisito una partecipazione di

minoranza qualificata. Con una crescita così rapida mi sento di dover restituire

qualcosa al mondo, di lasciare un segno del mio passaggio e lasciare qualcosa. Perché per ENGINE, soprattutto nei giorni della Cop26 sul clima di Glasgow, è importante mettere al centro il fattore B. B come BE Human, B come Human Being, B come Well-Being, B come benessere del pianeta, B come biologico.

Non da ultimo B come Bartender, categoria di professionisti che, mai come in questi ultimi anni, si è dimostrata in grado di influenzare e far crescere il settore beverage, così come Massimo Bottura, la nostra grande “B” di oggi ha fatto su scala globale per il mondo degli chef e della ristorazione».

Ha proseguito Dalla Mora: «Abbiamo già iniziato un percorso per diventare la prima B Corp certificata del mondo spirits, perché oltre a perseguire il profitto, puntiamo a innovare continuamente per massimizzare l’impatto positivo verso i dipendenti, le comunità in cui operiamo e, non da ultimo, l’ambiente».

«In un momento in cui il turismo esperienziale sta prendendo piede, abbiamo il

dovere di esprimere la bellezza anche attraverso piatti e drink», dichiara Massimo

Bottura. «Ma quello che davvero mi preme dire al mondo dei bartender è: puntiamo tutto sulla cultura del no waste, dello spreco-zero. Vi ricordo il claim di Expo 2015 “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, questa non è una moda passeggera, ma deve essere il nostro impegno. Da qui a…per sempre. Menziono Expo 2015 anche perché da Milano siamo partiti con il progetto dei Refettori. Il primo fu Refettorio Ambrosiano, che nacque per dare accoglienza e ristoro a persone in difficoltà, e fu portato a termine nei sei mesi dell’Expo con l’aiuto di oltre cinquanta chef e consentendo un recupero di circa quindici tonnellate d’eccedenze alimentari. Passa un attimo e ricevo la telefonata del sindaco di Rio de Janeiro che mi dice. “Che ne diresti di aprire un refettorio anche da noi?” Gli risposi d’istinto: “Why not?!”. Da lì, 6 anni fa, abbiamo fondato Food for Soul e replicato il progetto in tutto il mondo. Oggi sono presenti 13 Refettori nel mondo e il prossimo, il quattordicesimo, aprirà a Sydney. Nel 2020, durante la pandemia, abbiamo servito oltre mezzo milione di pasti. Il problema è serio: nel mondo mediamente viene sprecato il 33% del cibo disponibile, si tratta di una produzione in eccesso che non viene redistribuita. È più costoso re-distribuire il cibo che bruciarlo.

Il nostro progetto di “Food for Soul” abbraccia 7 degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs, Sustainable Development Goals) per il futuro proposti dalle Nazioni Unite, di cui sono ambasciatore.” E aggiunge: «Sia in cucina che quando siamo in viaggio con i ragazzi trasformo la preparazione dei pasti del personale in un esercizio creativo partendo dalla rielaborazione delle inevitabili eccedenze di un ristorante».

I consigli di Massimo Bottura ai bartender

«Trasformate in liquido tutte le idee che trovate nei piatti. Viaggiate tanto, ma con occhi, orecchie e mente aperti per assorbire la cultura, senza dimenticare chi siete e da dove venite; recuperate tutte le materie prime che andrebbero sprecate e create dei cocktail “marchiati no waste”, le persone le apprezzeranno. Credo nel food pairing, anzi penso sia fondamentale, sia ad Osteria Francescana sia negli altri ristoranti. Al Cavallino, lo storico ristorante di Enzo Ferrari, serviamo come benvenuto proprio il cocktail preferito del fondatore: lo abbiamo chiamato Formula 1».

Il mio rapporto con il gin? «Il mio spirit preferito, metto sempre alla prova il bartender sul Gin Tonic. È come lo Spaghetto al Pomodoro, si parte dalla base, solo dopo un cocktail perfetto si può passare a qualcosa di più strutturato», conclude Bottura.

ENGINE

Nato da un’idea di Paolo Dalla Mora, imprenditore nel settore della moda, degli spirits, e del food (tra cui l’osteria Campamac a Barbaresco, luogo di culto per tartufi e vini), gin ENGINE celebra un immaginario fatto di lattine di olii e carburanti, gare di motocross e veicoli da corsa – da sempre passione del suo ideatore –, nel ricordo dei grandi miti degli anni ‘80 come l’intramontabile Dodge Charger, l’auto ribattezzata Generale Lee nella fortunata serie tv Hazzard.

Con la volontà di far rivivere questi anni, ENGINE ha deciso di coinvolgere particolari testimonial d’eccezione, legati ad un immaginario che ha segnato un’intera generazione.

Celebre su tutti è il pupazzo rosa UAN con in mano una lattina di gin Engine mentre indossa una felpa della collezione ready to wear, in lancio questa primavera dal brand, a rappresentare un mondo di contaminazioni stilistiche ancora oggi attuali.

Ogni dettaglio del progetto – a partire dal nome, che significa infatti “motore” – è un omaggio proprio a quel mondo di auto e officine caro agli appassionati, ma anche parte di una memoria collettiva più ampia: ENGINE infatti non ha una classica bottiglia ed è contenuto in una vera e propria tanica di latta da mezzo litro – con tappo a vite – che evoca l’iconico contenitore per l’olio delle macchine o per la miscela della Vespa, il Ciao, il Sì, mezzi a due ruote diventati simboli per le generazioni di quegli anni.

Il packaging è originale anche nella grafica che nei suoi vari dettagli è un tributo a segni caratteristici del mondo delle macchine, come la spia dei vecchi Land Rover racchiusa dentro uno scudo d’oro, e il numero 01 che richiama le auto da corsa e la mitica Lancia Delta S4.

Note degustative:

ENGINE si contraddistingue per un carattere deciso in cui i profumi balsamici del ginepro sono completati dalle fresche note delle scorze di limone e dall’intenso profumo di salvia, su elegante sottofondo floreale; all’assaggio mantiene un’ottima corrispondenza gusto olfattiva con finale leggermente amaricante delle foglie di salvia, mentre le note dolci della radice di liquirizia danno al prodotto un ideale il bilanciamento finale. La distillazione avviene sottovuoto a bassissime temperature grazie all’uso di un evaporatore rotante di ultima generazione – il brillante motore di questo gin – permettendo una concentrazione elevata di aromi e profumi totalmente naturali.

ENGINE è disponibile nei migliori cocktail bar e sul sito http://www.engine.land

ENGINE #fuelthedream

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L’Acciuga, il ristorante gourmet di Perugia, si tinge di rosa

Posted by Freemilano su 8 novembre 2021

L’#Acciuga, il #ristorante #gourmet di #Perugia, si tinge di rosa

L’Acciuga, il ristorante gourmet di Perugia è sempre più rosa

Sempre più rosa la brigata de L’Acciuga, oltre alla maitre e sommelier Nadia Moller entrano in squadra Sara Giovagnotti la pastry chef, che ha già lavorato in stellati come Confusion a Porto Cervo con lo chef Italo Bassi e al Restaurant Alexander, due stelle Michelin con lo chef Michel Kyser a Garon in Francia; e Valentina Berto, sous chef Marco Lagrimino, vanta esperienze internazionali in Spagna ed è un’ esperta di eventi.

Il Ristorante
L’Acciuga, una novità alle porte di Perugia, fondata da Luca Caputo, Giovanni Caputo e Simone Farinelli, giovani imprenditori perugini, già attivi nel settore con la catena Il Testone, specializzata nella valorizzazione della torta al testo umbra. Ed è proprio sulla ricerca della qualità supportata dalla vicinanza dei produttori locali, che poggia la filosofia de L’Acciuga, il cui nome è emblema di pesce povero, che storicamente arrivava dal mare alla campagna, a farsi sostituto del sale. L’Acciuga è una sfida, quella di creare un ristorante gourmet nella periferia italiana, alla portata di tutti. All’ Acciuga infatti si compie un vero e proprio viaggio nella galassia dei produttori locali, che diventano alleati per proporre una ristorazione umbra gastronomica. Se la tradizione tramanda ricette povere, ma sempre succulente e opulente, l’obiettivo dell’Acciuga è farsi custode delle migliori materie prime che, seguendo il ritmo della stagionalità, vengono portate nel presente con modernità e leggerezza, con la memoria del passato e il rispetto della natura.

Lo chef
Classe 1985, Marco Lagrimino, viterbese di nascita, ha viaggiato molto prima di tornare a casa: dalla Germania a Londra, nella cucina di Nobu a Berkeley Street, dove impara la filosofia della cucina fusion tra oriente e occidente; poi da Sketch, uno dei locali di Pierre Gagnaire, dove apprende i segreti del pesce; poi Heston Blumenthal, nel suo ristorante tradizionale inglese Dinner, infine è la volta di Anna Hansen nel suo Modern Pantry, come suo sous chef.

In Italia lavora con Vito Mollica al Four Seasons ed Entiana Osmenzeza al Gurdulù, prima di aprire il suo Momio a Firenze, che lo farà conoscere alla critica; per poi passare alla gestione della parte gastronomica del Castello di Volpaia (Osteria, Forno e Agriturismo), nel Chianti Classico.

Le esperienze estere collezionate portano allo chef delle forti basi di classicità francese alle quali si aggiungono le influenze cosmopolite apprese durante esperienze nel sud est asiatico e a Cipro, oltre a quelle Londinesi. Il focus della sua cucina è la materia prima, per cui fondamentale è la fase di selezione giornaliera dei migliori ingredienti nei mercati della Coldiretti o direttamente dai contadini locali indipendenti, per conoscere da vicino i loro prodotti. Marco Lagrimino è appassionato al mondo dei vegetali e delle erbe aromatiche; la cucina de L’Acciuga può quindi definirsi umbra non per il recupero di ricette tradizionali, quanto per la riscoperta di prodotti autoctoni che hanno un mercato molto circoscritto al territorio e alla stagionalità. È quindi una cucina territoriale contemporanea, per l’utilizzo di tecniche aggiornate miste al savoir faire francese.

I piatti
Il menu degustazione de L’Acciuga è “Fidarsi”, 5 portate a 45 euro, espressione della creatività dello chef, e al suo fianco la carta, che varia a ogni stagione.

Un’alternanza di note vegetali e animali con spunti di freschezza per l’antipasto Capasanta e Nasturzio: la capasanta scottata sul carbone con il nasturzio infuso in olio locale a cui si abbinano le tipiche pesche umbre, mandorle amare tostate e tritate, a dare croccantezza e contrasto.

Le canocchie arrivano da una cooperativa di pescatori di Terracina che si serve di cassette di plastica riutilizzabili al posto del polistirolo. Sono scottate e laccate con la glassa dei carapaci, quindi abbinate a una spuma di cipollotto, gelato al caprino e crumble di bucce di cipolla.

Tra i primi piatti, lo Spaghetto alla chitarra, composto di soli albumi, mantecato con fondo di pomodoro costoluto arrostito e lemongrass, e portato a riduzione per raggiungere il puro umami. Il classico abbinamento con il formaggio vede qui comparire una robiola di capra lavorata con kefir a dare freschezza e incisività di sapore, e da ultima una riduzione di pomodori ciliegini gialli centrifugati.

Fuori dagli schemi la Calamarata, abbinata a un burro al vino (sulla falsa riga della salsa beurre blanc, con vino bianco, scalogno e aceto), fondo di manzo e ostriche. Servita tiepida, stupirà per il rincorrersi di note più sapide, intervallate da accenti ora freschi, ora più morbidi, amplificati dal bel morso della pasta spessa.

Tra i secondi il Morone, marinato, grigliato e laccato con mosto cotto. Il suo contorno è un peperone in tre consistenze: una crema montata con Vermouth, una falda intera grigliata e un’acqua di peperone, rifinito con semi di senape.

Complesso e più strutturato è il Daino scottato e ripassato in padella con elicrisio. Al suo fianco una crema di carote arrosto. Le ciliegie, ad arrotondare la carne, vengono dapprima affumicate, in parte lasciate intere e tagliate a metà, in parte centrifugate e abbinate a una base di aceto di lampone e zucchero di canna.

Tra i dessert la Torta di Noci con sedano, spuma di miele e ricotta di pecora; o ancora il Paris Brest con crema e croccante di pistacchio e purea di rosa canina. Per i palati meno classici, l’ Aglione, un prodotto d’eccellenza toscano, diluito in spuma di latte, e abbinato a un biscotto di grano duro, gelato ai fiori di finocchio e polline fresco.

La sala
Maitre di sala è Nadia Moller, da sempre al fianco del marito e chef, che li vede insieme anche a Londra dove ha lavorato nel ristorante stellato Zafferano, per poi proseguire da Nobu al Berkeley Street e al The Modern Pantry di Anna Hansen. L’esperienza pluridecennale la rende preparata nella gestione della sala, nella preparazione e nel servizio del caffè e del tè, ma anche nella cocktellerie, sua grande passione. Così, accanto alle circa 500 etichette di vini tra cui spicca la proposta di vini naturali, passione smodata di Luca Caputo, ideatore del progetto, compare anche una piccola selezione di cocktail ideati e preparati da Nadia Moller, tra cui “Il Chinotto”, a base di amaro al rabarbaro, sweet ‘n sour, succo di mela; lo “Shrubby”, a base di vodka, shrub di fragole (uno sciroppo a base di frutta, zucchero e aceto), sciroppo di sambuco e limone; per finire con “Bergamottini”, a base di gin, pepe di Sichuan, rosolio al bergamotto.

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Libri: Milano sotto tiro

Posted by Freemilano su 6 novembre 2021

#Libri #Milano sotto tiro la nuova opera #noir di #MatteoSperoni

FreeMilano Press News Italia

#Libri #Milano sotto tiro la nuova opera #noir di Matteo Speroni

MILANO SOTTO TIRO

La nuova indagine di Egidio Luponi

di

Matteo Speroni

Fratelli Frilli Editori

Anche in quest’ultimo e coinvolgente romanzo noir, Matteo Speroni, ricorre all’immancabile personaggio di Egidio Luponi ma, questa volta, in una veste nuova.

Da quando è in pensione, per “l’ex” commissario Egidio Luponi, l’appuntamento del martedì a pranzo con Corrado Spezia è diventato un impegno irrinunciabile. A Luponi non è mai piaciuto il prefisso “ex” ma, per raggiunti limiti di età, ha dovuto lasciare spazio all’agente scelto, anzi, all’Ispettore Spezia, da lui considerato il suo miglior collaboratore.

L’ incontro si svolge in una trattoria in zona Brera, ‘al Bel’, e il giro di clienti è sempre lo stesso, puntuale e fedele alle proprie abitudini. Questo luogo raccoglie una varietà incredibile di personaggi che sembrano usciti da un racconto del ‘BarLume’ e che si…

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L’ANIMA BUONA DI SEZUAN con Monica Guerritore 4-17 novembre al Manzoni

Posted by Freemilano su 4 novembre 2021

#Spettacoli L’ANIMA BUONA DI SEZUAN con #MonicaGuerritore al #Teatro #Manzoni dal 4 al 17 novembre 2021

FreeMilano Press News Italia

#Spettacoli L’ANIMA BUONA DI SEZUAN con #MonicaGuerritore al #Teatro #Manzoni dal 4 al 17 novembre 2021

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RASSEGNA PROSA
BEST LIVE

presenta

Dal 4 al 17 novembre 2021

feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30 – sabato 13 novembre ore 15.30 e 20.45

L'ANIMA BUONA DI SEZUAN

MONICA GUERRITORE

omaggio a Giorgio Strehler

L’ANIMA BUONA DI SEZUAN

di Bertolt Brecht

traduzione di Roberto Menin

personaggi e interpreti

(in ordine alfabetico)

MATTEO CIRILLO Yang Sun, un aviatore senza lavoro / il falegname LinTo

ALESSANDRO DI SOMMA Secondo Dio / il bambino / la vedova Li

VINCENZO GAMBINO Wang, un venditore d’acqua / il fratello zoppo

NICOLO’ GIACALONE il barbiere Shu Fu / il marito

FRANCESCO GODINA il poliziotto / il nipote gagà / Primo Dio

MONICA GUERRITOREShen Te alias Shui Ta

DIEGO MIGENITerzo Dio / la Signora Mi Tzu LUCILLA MININNO Signora Yang / la moglie

scene da un’idea di Luciano Damiani

disegno luci

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Evento RePanettone ritorna a Milano e Napoli

Posted by Freemilano su 28 ottobre 2021

#Evento #RePanettone ritorna a #Milano e #Napoli sito www.repanettone.it

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "re panettone festa del dolce milane"

Re Panettone®

Edizione 2021

Finalmente di nuovo insieme

A Milano 27 e 28 novembre 2021

A Napoli 11 e 12 dicembre 2021

211127-28-repanettone-milanoTorna il tradizionale appuntamento con Re Panettone®: dopo la pausa dello scorso anno, prima Milano e poi Napoli celebreranno il panettone artigianale nella sua ricetta classica e in tante altre varianti. Esposizione, tasting e mercato per tutti: la formula collaudata della due giorni quest’anno si arricchisce dell’offerta dei dolci natalizi della tradizione italiana. Insieme al grande lievitato per eccellenza, il pubblico potrà infatti degustare un’ampia gamma di dolci tipici delle feste proposti dai maestri pasticceri presenti. Premi e laboratori per bambini completano l’offerta della kermesse a Milano, mentre a Napoli il Premio Re Panettone® Napoli giunge alla sua sesta edizione e premia il miglior panettone innovativo 2021.

Re Panettone® Milano

La XIII edizione di Re Panettone® Milano, finalmente di nuovo in presenza, ospita quest’anno circa 30 pasticcieri provenienti da tutta Italia con la migliore produzione artigianale di panettoni e altri dolci natalizi negli spazi del Palazzo del Ghiaccio, splendido edificio in stile Liberty in via Piranesi (zona Porta Vittoria) voluto dal campione nazionale di pattinaggio, il Conte Alberto Bonacossa, e inaugurato il 28 dicembre 1923.

Il sabato pomeriggio una giuria di esperti, dopo il tradizionale tasting alla cieca, decreterà il Miglior Panettone e il Miglior Lievitato Innovativo.

Sabato e domenica nello spazio dedicato ai bambini dagli 8 ai 13 anni si svolgeranno due laboratori Crescendo, alle 11,00 e alle 15,00

Re Panettone®, in questi tredici anni ha contribuito moltissimo ad elevare l’immagine del panettone, focalizzando l’attenzione del pubblico sulla sua versione artigianale e imponendola come eccellenza italiana ed è ormai un appuntamento irrinunciabile nella città meneghina che sostiene la creatività dei pasticceri, che propongono anno dopo anno novità basate sull’impasto di lievito madre tipico del panettone con ingredienti ispirati alla filosofia “Tutto naturale, solo artigianale”.

Date: 27-28 novembre 2021

Orari: Sabato 27 novembre dalle 10,00 alle 20,00 – Domenica 28 novembre dalle 10,00 alle 19,00

Sede: Palazzo del Ghiaccio – Via Piranesi, 14 Milano

Ingresso: Gratuito previa registrazione dal sito www.repanettone.it e possesso di Green Pass valido

Ingressi contingentati e rigoroso rispetto delle norme anti Covid

Sponsor: Molino Dallagiovanna

Organizzazione: Amphibia di Stanislao Porzio

Re Panettone® Napoli

A Napoli Re Panettone® è alla VI edizione ed è diventato ormai un appuntamento molto atteso dai pasticcieri e da tutti gli appassionati del famoso dolce natalizio. I banchi di assaggio di circa quindici pasticcieri provenienti da più regioni d’Italia, con una nutrita rappresentanza di campani, saranno allestiti con panettoni e altri dolci natalizi nelle sale del Renaissance Naples Hotel Mediterraneo (Via Ponte di Tappia), in un edificio storico rinnovato nel cuore di Napoli. Una nuova location per questa sesta edizione che vuol essere nel centro della città monumentale, a pochi passi dalla piazza del Municipio con la nuova Stazione della Metropolitana dell’Arte e dai monumenti simbolo del capoluogo partenopeo: il Castel Nuovo, la Galleria Umberto I, il Teatro di San Carlo.

Alla sua sesta edizione giunge anche il Premio Re Panettone® Napoli, il riconoscimento che viene assegnato da una giuria di esperti con tasting alla cieca per premiareil Miglior panettone innovativo.

Date: 10-11 dicembre 2021

Orari: Sabato 10 dicembre dalle 11,00 alle 21,00 – Domenica 12 dicembre dalle 11,00 alle 19,00

Sede: Renaissance Naples Hotel Mediterraneo – Via Ponte di Tappia, 25 Napoli

Ingresso: Gratuito previa registrazione dal sito www.repanettone.it e possesso di Green Pass valido

Ingressi contingentati e rigoroso rispetto delle norme anti covid

Sponsor: Molino Dallagiovanna

Organizzazione:

Amphibia di Stanislao Porzio e Dipunto studio

Re Panettone® si conferma la prima e più autorevole manifestazione dedicata al Panettone con un’attenzione speciale alla selezione dei prodotti e delle pasticcerie presenti. Sono ammessi alla manifestazione solo i panettoni realizzati con metodo artigianale, senza additivi e conservanti, e senza scorciatoie produttive. A tal fine già da qualche anno Re Panettone ha istituito la Certificazione Re Panettone® (un bollo con ologramma) che attesta, mediante controlli scientifici, freschezza, naturalità e artigianalità del prodotto.

Re Panettone è un marchio registrato ed un progetto ideato e curato da Stanislao Porzio.

Per informazioni: 02 2048 0319, 349 8469 856 sito www.repanettone.it

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