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il tacco, questione di stile e filosofia

Posted by Freemilano su 18 Maggio 2010

IL TACCO… QUESTIONE DI STILE… E FILOSOFIA

Donne coi tacchi o donne senza: questione di stile.
L’importante è scegliere quello giusto per sè!
Amati o odiati, i tacchi hanno il loro fascino.
Per molte donne sono un vero e proprio vezzo e culto, un simbolo di eleganza.
Molti uomini non nascondono il piacere di essere sedotti dal potere di un elegante tacco alto, su cui svetta una bella gamba slanciata, che genera nascoste fantasie.
Indossarli fa sentire un po’ gazzella e un po’ pantera, e sicuramente donna con la D maiuscola.
Cavallo di battaglia negli anni ‘50, denigrate dalle femministe negli anni ’70, le scarpe col tacco sono oggi ricercatissime, insieme alle amatissime ballerine.
Indispensabile il portamento per chi indossa i tacchi; non a caso molte donne li evitano per il gran mal di piedi; altre addirittura, con un revanscismo un po’ femminista, li vedono come una delle tante forme di schiavitù sessista o addirittura volgari, forse perché volgare, secondo loro è stato relegare la donna a oggetto di piacere estetico per l’uomo.
Qualcuno ipotizza che siano stati inventati per rallentarne il passo e renderla più controllabile e debole, ma non ne accentuano piuttosto l’eleganza, la sinuosità e perché no la bellezza interiore?
In realtà oltre ad essere un vero e proprio strumento di seduzione, conferiscono alla donna maggiore consapevolezza nei piedi e nel tracciare il suo passo: un piede avanti all’altro, colonna dritta, in elegante portamento e la propria immagine interna ed esterna cambia!
Ricercatissimo ed indispensabile accessorio per le donne che ricoprono posizioni di livello, dalle professioni forensi, alla moda, alla libera professione, quasi a indicarne l’altezza di status, per non parlare del mondo dello spettacolo dove l’immagine è molto importante e il corpo di una donna, di una bella donna è spesso messo in evidenza, tra l’altro, da un bel tacco alto.
Unito a una giusta biancheria intima e a un’autoreggente diventa indiscutibilmente strumento di seduzione e femminilità, di fronte al quale l’uomo cede in una soddisfacente forma di umiliazione, come direbbe qualche feticista.
“Le metto per piacere al mio uomo” – confessa una delle tante donne intervistate – “e mi fanno sentire bellissima e intrigante”.
”Alzano il gluteo” –
afferma una collega giornalista, vera adoratrice di scarpe, che possiede più di 100 modelli, tra scarpe di tango, stivali, sandali e decolletè.
E come lei tante donne hanno una vera e propria fissazione per le scarpe col tacco.
Una cultrice dei tacchi a spillo incontrata in facebook, afferma: “Io i tacchi a spillo li amo, li adoro, li compro, li metto. Diciamo che come comodità non sono certo il massimo. Però aiutano, eccome anche. Aiutano in modi diversi… ti alzano, ti danno un’impostazione diversa, più sinuosa (sarà perché la camminata cambia…), i polpacci e le cosce si tirano, tutto assume una postura più tonica.”“Mi fanno sentire più donna, più femminile, più tutto. Sento gli occhi addosso specie se i tacchi sono neri, intorno ai 10 cm, indossati a gamba nuda o con calze nere velate (io adoro per esempio quelle con la cucitura dietro, molto particolari – devi avere le gambe snelle e lunghe, altrimenti l’effetto è contrario)”.
E come lei anche una collega confessa: “Sapere che posso piacere a me o ad altri mi stimola. Certo si mettono i tacchi anche per piacere e nessuna donna credo possa negare che è una bella sensazione, è anche vero però che dipende sempre da quanto discreti sono gli occhi che ti guardano…”
Lo sguardo infastidisce solo se è maniacale, ma ad alcune diverte vedere le reazioni degli uomini di fronte a una donna con la gonna“. Un’amica mi dice: “Mi diverte la stupidità maschile, legata al fatto di non vedere che la donna è sempre la stessa, ma quando è meno appariscente, sembrano non notarla nemmeno.”
Sentite al proposito che scrive una fisiatra nel suo blog: “E’ importante avere nel guardaroba e sapere scegliere vestiti femminili: autoreggenti magari velate al posto delle odiose collant anche se si rompono di più, scarpe decoltées con un pò di tacco anche se sono più scomode… Ci si trova molto spesso di fronte a due atteggiamenti opposti, da un lato quelle che vogliono solo il comodo, e quindi mai e poi mai una scarpa con il tacco, solo calze supercoprenti eterne, poche smancerie, trucco minimalista, unghie cortissme, capelli cortissimi o raccolti. Dall’altra parte abbiamo quelle perfette sempre in super ordine; manicure e parrucchiere settimanale, vestite da sfilata senza un colore che non si abbini con la scarpa, con la borsa e con la moda.

Non ha importanza a quale categoria si appartiene, l’importante è sempre l’elasticità saper cambiare anche il vestito e l’aspetto in base alle occasioni, ma soprattutto sentirsi bene con se stesse, sentirsi sempre e comunque femminili, ed essere pronte in qualsiasi momento ad un incontro amoroso, ecco questo fa la differenza.

Ma più di ogni altra cosa è la luce dei nostri occhi, il nostro saper accogliere l’altro, il modo di muoverci anche solo di muovere le mani e di ridere anche se aumentano le rughe intorno alla bocca, che ci renderanno sensuali agli occhi degli uomini.
Ed è la nostra gioia di essere e il nostro cuore che lo alleggeriranno e ringiovaniranno facendolo sentire un uomo, il nostro uomo.”
(Catherine Bellwald – http://www.unoduetre.eu/2009/04/03/sensualita-e-bellezza/)

Dietro all’uso delle scarpe si nasconde dunque uno stile di donna, una filosofia di vita e un’evoluzione di generazioni; per dirla come un simpatico amico sessantacinquenne che, la rivoluzione delle scarpe l’ha vista tutta: “La mia generazione è l’unica che ha avuto: la mamma democristiana, la moglie femminista, la figlia velina e la nipote winks!”.
Pubblicato da VALERIA C.

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